e a proposito de feri: auguri al Gibo che ieri ha compiuto 26 anni e al Ress per i suoi 29 (piove) di oggi!
giovedì 3 dicembre 2009
Cosa avrà voluto dire???
Ma ve par robe, vas su ad allenamento, a meno vinti gradi e ancora i sputana...

e a proposito de feri: auguri al Gibo che ieri ha compiuto 26 anni e al Ress per i suoi 29 (piove) di oggi!
e a proposito de feri: auguri al Gibo che ieri ha compiuto 26 anni e al Ress per i suoi 29 (piove) di oggi!
martedì 1 dicembre 2009
La zona cesarini punisce il Giovo
I granata vanno a chiudere il girone d’andata in riva al Noce, sul campo dell’Adige. La partita non si prospetta per niente facile nonostante la classifica deficitaria della squadra della piana dei sparzi a causa delle assenze (Zizou e Gibo su tutti) e di un momento di forma non certo invidiabile.
Mister Brugna schiera un 4-4-2 con Bepi in porta, difeso dal redivivo Marco, il recuperato Ivano, Riky e Kundo. Il vertice basso del rombo di centrocampo è di competenza di R10 in sostituzione dello squalificato Zizou e a fare le veci del trequarti di Villa Piccola il Direttor Marino sul vertice alto. Sui binari laterali corrono il Leprotto e Ress, eccezionalmente capitano nell’occasione del suo ritorno sul campo dove ha giocato per più di dieci anni. La fase di attacco è affidata a Alta Tensione Doro e Forta. In panchina stanno i cacciatori (Tarter e Fagna) fischiando a rimirar in compagnia di Cora, Gneo, Marione, Toni e Medi.
La partita comincia subito in salita per l’undici granata che subiscono lo svantaggio già al quarto minuto. Sembra proprio che la giornata possa finire anche peggio ma, grazie alle prodezze di un super vecchio Pirata (anche lui ex di giornata) e dell’imprecisione degli avanti avversari, il Giovo riesce in chiusura di tempo a rimettersi in partita, pareggiando i conti grazie al primo gol in campionato di un ritrovato Leprotto che batte il portiere con un preciso colpo di testa.
Il secondo tempo è tutta un’altra musica ed è il Giovo che fa la partita riversandosi in avanti alla ricerca del vantaggio. I granata costruiscono molto ma solo Doro riesce a capitalizzare imbeccato da Rigotto dopo una splendida discesa sulla corsia sinistra. Due a uno con i ragazzi di mister Brugna sempre in avanti con l’obbiettivo di chiudere la partita ma che sbagliano troppo in avanti ed è così che proprio allo scadere vengono puniti. Sugli sviluppi di un generoso calcio di punizioni dal limite dell’area l’undici avversario è bravo ad anticipare Ress di testa e metterla in fondo al sacco, o meglio alle spalle del Sacco.
Non c’è più tempo ormai per una reazione e al triplice fischio il risultato è di un pareggio per 2 a 2 dal sapore amaro ma comunque abbastanza giusto per quello visto in campo, più pericoloso l’Adige nella prima frazione mentre decisamente meglio il Giovo nel secondo tempo.
Il girone di andata finisce con 23 punti, ovvero il punteggio alla fine del campionato scorso, quindi per Mister Brugna e Mister Mosca una parte di obbiettivo è già raggiunta, quella di migliorare le precedenti stagioni. Ora bisogna mantenere la tensione alta per chiudere in bellezza l’anno vincendo domenica prossima ai Masi di Cavalese contro il Cermis (ore 14:30) per poi riiniziare nel 2010 con lo stesso spirito che ci ha portati fin qui.
Mister Brugna schiera un 4-4-2 con Bepi in porta, difeso dal redivivo Marco, il recuperato Ivano, Riky e Kundo. Il vertice basso del rombo di centrocampo è di competenza di R10 in sostituzione dello squalificato Zizou e a fare le veci del trequarti di Villa Piccola il Direttor Marino sul vertice alto. Sui binari laterali corrono il Leprotto e Ress, eccezionalmente capitano nell’occasione del suo ritorno sul campo dove ha giocato per più di dieci anni. La fase di attacco è affidata a Alta Tensione Doro e Forta. In panchina stanno i cacciatori (Tarter e Fagna) fischiando a rimirar in compagnia di Cora, Gneo, Marione, Toni e Medi.
La partita comincia subito in salita per l’undici granata che subiscono lo svantaggio già al quarto minuto. Sembra proprio che la giornata possa finire anche peggio ma, grazie alle prodezze di un super vecchio Pirata (anche lui ex di giornata) e dell’imprecisione degli avanti avversari, il Giovo riesce in chiusura di tempo a rimettersi in partita, pareggiando i conti grazie al primo gol in campionato di un ritrovato Leprotto che batte il portiere con un preciso colpo di testa.
Il secondo tempo è tutta un’altra musica ed è il Giovo che fa la partita riversandosi in avanti alla ricerca del vantaggio. I granata costruiscono molto ma solo Doro riesce a capitalizzare imbeccato da Rigotto dopo una splendida discesa sulla corsia sinistra. Due a uno con i ragazzi di mister Brugna sempre in avanti con l’obbiettivo di chiudere la partita ma che sbagliano troppo in avanti ed è così che proprio allo scadere vengono puniti. Sugli sviluppi di un generoso calcio di punizioni dal limite dell’area l’undici avversario è bravo ad anticipare Ress di testa e metterla in fondo al sacco, o meglio alle spalle del Sacco.
Non c’è più tempo ormai per una reazione e al triplice fischio il risultato è di un pareggio per 2 a 2 dal sapore amaro ma comunque abbastanza giusto per quello visto in campo, più pericoloso l’Adige nella prima frazione mentre decisamente meglio il Giovo nel secondo tempo.
Il girone di andata finisce con 23 punti, ovvero il punteggio alla fine del campionato scorso, quindi per Mister Brugna e Mister Mosca una parte di obbiettivo è già raggiunta, quella di migliorare le precedenti stagioni. Ora bisogna mantenere la tensione alta per chiudere in bellezza l’anno vincendo domenica prossima ai Masi di Cavalese contro il Cermis (ore 14:30) per poi riiniziare nel 2010 con lo stesso spirito che ci ha portati fin qui.
lunedì 30 novembre 2009
I grandi del calcio/ vol. 2
Seconda puntata dedicata ad un interista, se prima di lascirci non si è tesserato col Milan per far morire uno di loro... Personaggio di grande ironia e brillantezza ha lasciato veramente un grande vuoto in questo calcio moderno:
Giuseppe (Peppino) Prisco (1921 – 2001), avvocato italiano e vice-presidente dell'Inter.
Il Genoa non vuol più incontrare l'Inter a San Siro? Che vada in serie B! (citato in AA. VV., Quelli che il baciccia, Fratelli Frilli Editori, Genova 2002)
Come finirà Milan-Juventus? Non so, non mi interesso di squadre minori.
Un pronostico per Juventus-Milan di questa sera? Spero perdano entrambe.
La partita di Coppa dei Campioni interrotta a Marsiglia da un improvviso black-out dell'illuminazione, che i rossoneri non vollero riprendere:
«Sto preparando lo striscione del Milan Club Marsiglia. C'è già lo sponsor: l'Enel». «Se dovessi difendere il Milan per quanto ha combinato a Marsiglia, chiederei una perizia per incapacità di intendere e di volere».
Se lo scudetto non potesse andare all'Inter, farei certo il tifo per l'altra squadra di Milano: la Scarioni, nella quale ho giocato anch'io.
Il Milan primo in classifica? Un refuso tipografico.
Vedere Milan-Cavese 1-2 del 1982 in televisione, con i cugini in B è una cosa che fa molto bene a chi è malato.
Il Milan? Cos'è?
La speranza per il futuro? Vorrei che chi mi incontra per strada mi gridi in faccia: "Peppino campione d'Italia". Sogno lo scudetto. E, visto che ci sono, anche il Milan di nuovo in serie B. Così mi vendico anche di Teo Teocoli. Uno bravo che mi imita bene e con simpatica correttezza. Mi mette di buon umore. Giacca da camera a parte.
Ho una scaramanzia. La domenica compro la Settimana enigmistica e cerco di risolvere i quesiti della sfinge. Credo che riuscendoci l'Inter poi vinca.
L'interista più simpatico? Giacinto Facchetti. Fece un gol al Napoli in mezzo alla nebbia e venne a cercarmi a bordo campo per abbracciarmi. Ci mise tre minuti per trovarmi.
Il Milan in B. E per ben due volte: una... a pagamento e una... gratis. Sono dell'idea che una retrocessione cancelli almeno cinque scudetti conquistati e che la vittoria di una Mitropa Cup elimini i residui.
Tutti i miei figli sono interisti. Una volta mi hanno chiesto se mio figlio Luigi avesse tifato per il Milan. Ho risposto: Lui ha gli occhi azzurri ed è chiaro di capelli, mentre io ero scuro e ho gli occhi neri. Se Luigi avesse tifato Milan, avrei chiesto la prova del sangue. Perché a quel punto non mi sarei fidato neanche di mia moglie.
La vittoria più emozionante. Le tre coppe Uefa, la prima perdendo il ritorno a Roma per 1-0 e soffrendo terribilmente. Il giorno dopo mia figlia lesse sui giornali: Aggredito Peppino Prisco. Arrivai a casa e quasi si stupì che fossi vivo. In realtà mi avevano tirato un'asta di una bandiera, roba da nulla.
Io sono contro ogni forma di razzismo, ma mia figlia in sposa a un giocatore del Milan non la darei mai.
In tanti aspetti, a cominciare dal modo unico in cui sa segnare, Ronaldo mi ricorda Meazza, il quale commise solo un errore: accettare il trasferimento al Milan. Sono sicuro che Ronaldo mai potrebbe essere indotto in una simile tentazione. Uno grande come lui può indossare una sola maglia: quella nerazzurra.
I tifosi interisti non si preoccupino, dopo tanti anni in questa società posso affermare che la serie B non è nel nostro codice genetico.
La formazione ideale di tutti i tempi: "Zenga, Burgnich, Facchetti, Guarneri, Picchi, Bedin, Friore, Matthaeus, Mazzola, Suarez e Corso. Non ho incluso Meazza, il più grande di tutti, e Ronaldo perché li considero fuori concorso. Una gioia per gli occhi".
L'errore più grande dell'Inter. Cedere Roberto Carlos e non comprare Platini: era già nostro.
Il rigore negato in Juventus-Inter? Non è stato assolutamente un furto. In realtà si è trattato di ricettazione.
Lo 0-6 nel derby? Non ricordo. E poi i giornalisti ne inventano sempre tante.
Il presidente vorrebbe un 3-0. Io invece nei confronti dei milanisti sono più generoso, mi accontento di una vittoria su autorete allo scadere. [quel derby fu vinto dal Milan che vinse su autorete di Bergomi allo scadere]
La delusione di quest'anno per me sono Milan e Juventus. Vanno troppo forte, sono molto deluso.
Il decennio di vittorie milaniste? Stranamente, mi ricordo solo le partite che hanno perso.
La Juventus è come una malattia che uno si trascina dall'infanzia. Alla lunga ci si rassegna.
Ci vorrebbe qualche supposta di pepe di cayenna per rivitalizzare qualcuno dei nostri giocatori.
I festini a luci rosse dei giocatori dell'Inter? Non ne so niente, quando escono non mi chiamano mai.
Prima di morire mi faccio la tessera del Milan, così sparisce uno di loro.
Chiedo scusa ai miei genitori, ma in mezzo alla foto di loro due io porto sempre quella di Ronaldo.
Dopo aver stretto la mano a un milanista corro a lavarmela. Dopo averla stretta ad uno juventino, mi conto le dita.
Il Milan? Ho forti timori che quest'anno rimarrà in Serie A.
L'Inter nacque da una scissione del Milan... Ecco la dimostrazione che si può fare qualcosa di importante partendo da niente!
Rejike..Rjikorr... Ma come si chiama quell'olandese lì?
Giuseppe (Peppino) Prisco (1921 – 2001), avvocato italiano e vice-presidente dell'Inter.
Il Genoa non vuol più incontrare l'Inter a San Siro? Che vada in serie B! (citato in AA. VV., Quelli che il baciccia, Fratelli Frilli Editori, Genova 2002)
Come finirà Milan-Juventus? Non so, non mi interesso di squadre minori.
Un pronostico per Juventus-Milan di questa sera? Spero perdano entrambe.
La partita di Coppa dei Campioni interrotta a Marsiglia da un improvviso black-out dell'illuminazione, che i rossoneri non vollero riprendere:
«Sto preparando lo striscione del Milan Club Marsiglia. C'è già lo sponsor: l'Enel». «Se dovessi difendere il Milan per quanto ha combinato a Marsiglia, chiederei una perizia per incapacità di intendere e di volere».
Se lo scudetto non potesse andare all'Inter, farei certo il tifo per l'altra squadra di Milano: la Scarioni, nella quale ho giocato anch'io.
Il Milan primo in classifica? Un refuso tipografico.
Vedere Milan-Cavese 1-2 del 1982 in televisione, con i cugini in B è una cosa che fa molto bene a chi è malato.
Il Milan? Cos'è?
La speranza per il futuro? Vorrei che chi mi incontra per strada mi gridi in faccia: "Peppino campione d'Italia". Sogno lo scudetto. E, visto che ci sono, anche il Milan di nuovo in serie B. Così mi vendico anche di Teo Teocoli. Uno bravo che mi imita bene e con simpatica correttezza. Mi mette di buon umore. Giacca da camera a parte.
Ho una scaramanzia. La domenica compro la Settimana enigmistica e cerco di risolvere i quesiti della sfinge. Credo che riuscendoci l'Inter poi vinca.
L'interista più simpatico? Giacinto Facchetti. Fece un gol al Napoli in mezzo alla nebbia e venne a cercarmi a bordo campo per abbracciarmi. Ci mise tre minuti per trovarmi.
Il Milan in B. E per ben due volte: una... a pagamento e una... gratis. Sono dell'idea che una retrocessione cancelli almeno cinque scudetti conquistati e che la vittoria di una Mitropa Cup elimini i residui.
Tutti i miei figli sono interisti. Una volta mi hanno chiesto se mio figlio Luigi avesse tifato per il Milan. Ho risposto: Lui ha gli occhi azzurri ed è chiaro di capelli, mentre io ero scuro e ho gli occhi neri. Se Luigi avesse tifato Milan, avrei chiesto la prova del sangue. Perché a quel punto non mi sarei fidato neanche di mia moglie.
La vittoria più emozionante. Le tre coppe Uefa, la prima perdendo il ritorno a Roma per 1-0 e soffrendo terribilmente. Il giorno dopo mia figlia lesse sui giornali: Aggredito Peppino Prisco. Arrivai a casa e quasi si stupì che fossi vivo. In realtà mi avevano tirato un'asta di una bandiera, roba da nulla.
Io sono contro ogni forma di razzismo, ma mia figlia in sposa a un giocatore del Milan non la darei mai.
In tanti aspetti, a cominciare dal modo unico in cui sa segnare, Ronaldo mi ricorda Meazza, il quale commise solo un errore: accettare il trasferimento al Milan. Sono sicuro che Ronaldo mai potrebbe essere indotto in una simile tentazione. Uno grande come lui può indossare una sola maglia: quella nerazzurra.
I tifosi interisti non si preoccupino, dopo tanti anni in questa società posso affermare che la serie B non è nel nostro codice genetico.
La formazione ideale di tutti i tempi: "Zenga, Burgnich, Facchetti, Guarneri, Picchi, Bedin, Friore, Matthaeus, Mazzola, Suarez e Corso. Non ho incluso Meazza, il più grande di tutti, e Ronaldo perché li considero fuori concorso. Una gioia per gli occhi".
L'errore più grande dell'Inter. Cedere Roberto Carlos e non comprare Platini: era già nostro.
Il rigore negato in Juventus-Inter? Non è stato assolutamente un furto. In realtà si è trattato di ricettazione.
Lo 0-6 nel derby? Non ricordo. E poi i giornalisti ne inventano sempre tante.
Il presidente vorrebbe un 3-0. Io invece nei confronti dei milanisti sono più generoso, mi accontento di una vittoria su autorete allo scadere. [quel derby fu vinto dal Milan che vinse su autorete di Bergomi allo scadere]
La delusione di quest'anno per me sono Milan e Juventus. Vanno troppo forte, sono molto deluso.
Il decennio di vittorie milaniste? Stranamente, mi ricordo solo le partite che hanno perso.
La Juventus è come una malattia che uno si trascina dall'infanzia. Alla lunga ci si rassegna.
Ci vorrebbe qualche supposta di pepe di cayenna per rivitalizzare qualcuno dei nostri giocatori.
I festini a luci rosse dei giocatori dell'Inter? Non ne so niente, quando escono non mi chiamano mai.
Prima di morire mi faccio la tessera del Milan, così sparisce uno di loro.
Chiedo scusa ai miei genitori, ma in mezzo alla foto di loro due io porto sempre quella di Ronaldo.
Dopo aver stretto la mano a un milanista corro a lavarmela. Dopo averla stretta ad uno juventino, mi conto le dita.
Il Milan? Ho forti timori che quest'anno rimarrà in Serie A.
L'Inter nacque da una scissione del Milan... Ecco la dimostrazione che si può fare qualcosa di importante partendo da niente!
Rejike..Rjikorr... Ma come si chiama quell'olandese lì?
giovedì 26 novembre 2009
Auguri Feri!!!
Tanti auguri a Marco Greder per il trentaduesimo compleanno e augurissimi anche al re dei feri David Marino Davide Marionetta Direttor Botegher per i suoi 30 anni d'età!!!
I scoooooooorllaaaaaa i anni!
E congratulazioni anche a Mister Paca Maneta per la nascita della sua figlioletta.
I scoooooooorllaaaaaa i anni!
E congratulazioni anche a Mister Paca Maneta per la nascita della sua figlioletta.
martedì 24 novembre 2009
KO alla seconda ripresa...
Il Giovo affronta nell’ultimo match casalingo del 2009 la Dolomitica in una partita importantissima in chiave classifica visto che la compagine di Predazzo è dietro di soli due punti ai granata.
Ancora assenze importanti per i Mister Brugna e Mosca che devono fare i conti con le defezioni de Livano, Ress e Andrea DJ Pelle. I Diffidati mettono in campo un inedito 4-1-4-1 composto da Peppe, Marco, Dj Cramp, Kundo e Riky nel reparto arretrato con Zizou a fare da collegamento con il quartetto di centrocampo più votato all’attacco e formato da Doro e David esterni con i centrali Forta e R10, punta di riferimento Fagna.
La partita parte bene per i granata che tengono il campo e subiscono poco, soprattutto nei primi minuti, gli ospiti premono ma solo in due occasioni fanno tremare il PignattaStadion, con uno sciagurato auto palo di Marco che sorprende Peppe e con un bel diagonale proprio allo scadere della prima frazione di gioco.
Il secondo tempo nasce sotto il segno della magnifica comunità di Fiemme, infatti gli ospiti si riversano in avanti alla ricerca del gol del vantaggio, colpendo per ben due volte il palo e trovando il gol dell’uno a zero verso il quarto d’ora, con una marcatura che Altafini la definirebbe “un golassssssssssssooooo”: una botta al sette su cui il povero Vecchio Pirata non può proprio fare nulla.
Il Giovo cerca di recuperare lo svantaggio e ci va vicino con Fagna che slalomeggia al limite dell’area ma al momento del tiro non ha la lucidità giusta per battere il portiere.
Alla Dolomitica non servono invece grossi sforzi per rimpinguare il vantaggio, il secondo gol degli ospiti nasce infatti da un errore di impostazione dei granata che consente agli avversari di colpire nuovamente Peppe con un’altra bomba da fuori area.
Il tempo scorre e il Giovo prova a rimettersi in partita ma i rossi di Predazzo non sbagliano niente e concedono una sola occasione a Rigo che, dopo una bella progressione in fascia, da distanza ravvicinata calcia debolmente addosso al portiere.
Sono ancora gli ospiti a godere negli ultimi minuti grazie ad una palla regalata dalla retroguardia granata e che permette agli avanti avversari di fissare il risultato sul definitivo 0-3.
Verdetto pesante per il Giovo che comunque non si perde d’animo ed è già pronto a riscattare lo scivolone casalingo sul campo dell’Adige.
Ancora assenze importanti per i Mister Brugna e Mosca che devono fare i conti con le defezioni de Livano, Ress e Andrea DJ Pelle. I Diffidati mettono in campo un inedito 4-1-4-1 composto da Peppe, Marco, Dj Cramp, Kundo e Riky nel reparto arretrato con Zizou a fare da collegamento con il quartetto di centrocampo più votato all’attacco e formato da Doro e David esterni con i centrali Forta e R10, punta di riferimento Fagna.
La partita parte bene per i granata che tengono il campo e subiscono poco, soprattutto nei primi minuti, gli ospiti premono ma solo in due occasioni fanno tremare il PignattaStadion, con uno sciagurato auto palo di Marco che sorprende Peppe e con un bel diagonale proprio allo scadere della prima frazione di gioco.
Il secondo tempo nasce sotto il segno della magnifica comunità di Fiemme, infatti gli ospiti si riversano in avanti alla ricerca del gol del vantaggio, colpendo per ben due volte il palo e trovando il gol dell’uno a zero verso il quarto d’ora, con una marcatura che Altafini la definirebbe “un golassssssssssssooooo”: una botta al sette su cui il povero Vecchio Pirata non può proprio fare nulla.
Il Giovo cerca di recuperare lo svantaggio e ci va vicino con Fagna che slalomeggia al limite dell’area ma al momento del tiro non ha la lucidità giusta per battere il portiere.
Alla Dolomitica non servono invece grossi sforzi per rimpinguare il vantaggio, il secondo gol degli ospiti nasce infatti da un errore di impostazione dei granata che consente agli avversari di colpire nuovamente Peppe con un’altra bomba da fuori area.
Il tempo scorre e il Giovo prova a rimettersi in partita ma i rossi di Predazzo non sbagliano niente e concedono una sola occasione a Rigo che, dopo una bella progressione in fascia, da distanza ravvicinata calcia debolmente addosso al portiere.
Sono ancora gli ospiti a godere negli ultimi minuti grazie ad una palla regalata dalla retroguardia granata e che permette agli avanti avversari di fissare il risultato sul definitivo 0-3.
Verdetto pesante per il Giovo che comunque non si perde d’animo ed è già pronto a riscattare lo scivolone casalingo sul campo dell’Adige.
mercoledì 18 novembre 2009
I grandi del calcio/vol. 1
Una nuova rubrica per le tristi giornate invernali: i grandi del calcio ovvero citazioni, storie e biografie dei personaggi che hanno fatto del calcio il gioco più bello del mondo.
La prima puntata e' dedicata ad un personaggio con la p maiuscola Vujadin Boskov, indimenticabile mister della Sampdoria campione d'Italia.
Vujadin Boškov
- Chi ha sbagliato? Pagliuca? [con la faccia esterrefatta nella sigla di Mai dire gol] [1]
- Gullit è come cervo che esce di foresta.[1]
- Non ho bisogno di fare la dieta. Ogni volta che entro a Marassi perdo tre chili. [1]
- Pallone entra quando Dio vuole.[1]
- Rigore è quando arbitro fischia.[1]
- Se io sciolgo il mio cane, lui gioca meglio di Perdomo [giocatore all'epoca del Genoa].
[rettifica successiva] Io non dire che Perdomo giocare come mio cane. Io dire che lui potere giocare a calcio solo in parco di mia villa con mio cane. [1]
- Se non gioca Castellini io mettere Hugo. Altro non hay. [1]
- Benny Carbone con sue finte disorienta avversari ma anche compagni.
- Squadra che vince non si cambia.
- Gli allenatori sono come le gonne: un anno vanno di moda le mini, l'anno dopo le metti nell'armadio.
- In campo sembravamo turisti. Con la differenza che per entrare allo stadio non abbiamo pagato il biglietto.
- Io penso che per segnare bisogna tirare in porta.
- Io penso che tua testa buona solo per tenere cappello! [ad un giornalista che gli aveva detto che il suo Napoli sarebbe retrocesso]
- Meglio perdere 4-0 che perdere 5-0. [al termine di un Inter–Napoli terminato 4-0]
- Meglio perdere una partita 6-0 che sei partite 1-0.
- No serve essere 15 in squadra se tutti in propria area.
- Non si possono prendere quattro gol contro aversari che passano tre volte nostra metà campo.
- Questa partita la possiamo vincere, perdere o pareggiare.
- Rigore è quando arbitro dà, non quando guardalinee dà.
- Un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri.
- Un giocatore con due occhi deve controllare il pallone e con due il giocatore avversario.
- Difensore scivoloso difensore pericoloso (in seguito ad un calcio di rigore decisivo per la sconfitta della sua squadra, Cagliari, contro il Milan a S. Siro, 1993).
- Ascolano o con piedi sotto terra, o con piedi sopra cielo... mai ascolano con piedi sulla terra!
- Scendete in campo e sparpagliatevi.
La prima puntata e' dedicata ad un personaggio con la p maiuscola Vujadin Boskov, indimenticabile mister della Sampdoria campione d'Italia.
Vujadin Boškov
- Chi ha sbagliato? Pagliuca? [con la faccia esterrefatta nella sigla di Mai dire gol] [1]
- Gullit è come cervo che esce di foresta.[1]
- Non ho bisogno di fare la dieta. Ogni volta che entro a Marassi perdo tre chili. [1]
- Pallone entra quando Dio vuole.[1]
- Rigore è quando arbitro fischia.[1]
- Se io sciolgo il mio cane, lui gioca meglio di Perdomo [giocatore all'epoca del Genoa].
[rettifica successiva] Io non dire che Perdomo giocare come mio cane. Io dire che lui potere giocare a calcio solo in parco di mia villa con mio cane. [1]
- Se non gioca Castellini io mettere Hugo. Altro non hay. [1]
- Benny Carbone con sue finte disorienta avversari ma anche compagni.
- Squadra che vince non si cambia.
- Gli allenatori sono come le gonne: un anno vanno di moda le mini, l'anno dopo le metti nell'armadio.
- In campo sembravamo turisti. Con la differenza che per entrare allo stadio non abbiamo pagato il biglietto.
- Io penso che per segnare bisogna tirare in porta.
- Io penso che tua testa buona solo per tenere cappello! [ad un giornalista che gli aveva detto che il suo Napoli sarebbe retrocesso]
- Meglio perdere 4-0 che perdere 5-0. [al termine di un Inter–Napoli terminato 4-0]
- Meglio perdere una partita 6-0 che sei partite 1-0.
- No serve essere 15 in squadra se tutti in propria area.
- Non si possono prendere quattro gol contro aversari che passano tre volte nostra metà campo.
- Questa partita la possiamo vincere, perdere o pareggiare.
- Rigore è quando arbitro dà, non quando guardalinee dà.
- Un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri.
- Un giocatore con due occhi deve controllare il pallone e con due il giocatore avversario.
- Difensore scivoloso difensore pericoloso (in seguito ad un calcio di rigore decisivo per la sconfitta della sua squadra, Cagliari, contro il Milan a S. Siro, 1993).
- Ascolano o con piedi sotto terra, o con piedi sopra cielo... mai ascolano con piedi sulla terra!
- Scendete in campo e sparpagliatevi.
martedì 17 novembre 2009
Saral sta febbre d'alta quota??
Sabato il vostro umile cronista era a casa ammalato e quindi per questa settimana non sa proprio come raccontarvela la partita.
Quindi per chi ha bisogno di delucidazioni sulla gara disputata dal Giovo in quel di Mezzolombardo vi rimando al blog dei grederi dove troverete la cronaca del Marco.
Per il resto tanti complimenti al Marino Marionettino per la doppietta ma anche agli amici del Cauriol che domenica hanno raggiunto la vetta del girone C di prima categoria battendo per 3 a 2 la Bassa Anaunia a Denno.
Rinnovo invece l'appuntamento per l'ultima del 2009 a Masen: PignattaStadion ore 14:30 Giovo - Dolomitica, la miglior difesa contro il miglior attacco, sfida scintillante con i granata che dovranno difendere la seconda piazza dall'assalto dei fiammazzi.
VI ASPETTIAMO, COME SEMPRE, NUMEROSI!
Quindi per chi ha bisogno di delucidazioni sulla gara disputata dal Giovo in quel di Mezzolombardo vi rimando al blog dei grederi dove troverete la cronaca del Marco.
Per il resto tanti complimenti al Marino Marionettino per la doppietta ma anche agli amici del Cauriol che domenica hanno raggiunto la vetta del girone C di prima categoria battendo per 3 a 2 la Bassa Anaunia a Denno.
Rinnovo invece l'appuntamento per l'ultima del 2009 a Masen: PignattaStadion ore 14:30 Giovo - Dolomitica, la miglior difesa contro il miglior attacco, sfida scintillante con i granata che dovranno difendere la seconda piazza dall'assalto dei fiammazzi.
VI ASPETTIAMO, COME SEMPRE, NUMEROSI!
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